09/08/2022

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Enzo Ferrari: una corsa infinita colorata di rosso

Adam Driver Film enzo Ferrari

Enzo Ferrari

14 agosto 1988. 33 anni fa ci lasciava Enzo Ferrari, un uomo che ha fatto di una passione la sua vita, dando via a quella storia infinita colorata di rosso.

Sono passati 33 anni dalla morte di Enzo Ferrari. 33 anni che hanno visto vittorie, sconfitte, tanti piloti e molti cambiamenti. Dei tempi innanzitutto, delle vetture ancora e ancora, delle innovazioni, ma sopratutto delle persone. La Ferrari, un’icona voluta e creata dal Drake, è sempre stata fatta da persone prima che da titoli; una volontà che forse è stata tralasciata negli anni dopo il 1988, ma che in qualche modo riesce sempre a trasparire. Perché ogni tanto, a guardar bene, in questa Ferrari si vede ancora quel Ferrari.

Enzo Ferrari col pilota Gilles Villeneuve – Photo Credit: Ferrari Official Website

Enzo Ferrari: un uomo oltre la storia

La storia di Ferrari è forse una delle più conosciute e più raccontate, non solo per chi si appassiona alle quattro ruote. Quello che infatti Enzo ha creato, ad oggi viene riconosciuto come un simbolo; d’orgoglio italiano, di stile, di lusso ma soprattutto come simbolo di un sacrifico e di una passione che infine hanno portato a qualcosa di grande. 

Da una semplice officina a Modena fino addirittura a prendersi una piccola cittadina e renderla la città del Cavallino Rampante. Perché Maranello è Ferrari e non solo per l’enorme fabbrica che ormai occupa gran parte del territorio. Una passione che con sacrificio è diventata un lavoro, creando una grande famiglia che, soprattutto con la F1 ha regalato speranza. 

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L’officina Ferrari a Modena – Photo Credit: Ferrari Official Website

La Scuderia Ferrari è infatti l’unica che può vantare il fatto di esserci sempre stata. Dal 1950 al 2021. 71 anni di F1 che fanno parte della storia Ferrari come le Rosse sono la storia del Circus. Di capitoli tristi in tutto questo tempo ce ne sono stati, alcuni dei quali hanno poi regalato ad Enzo il soprannome di Drake. Un pirata sanguinario che aveva più interesse nel bottino finale che nel modo in cui era stato conquistato. Morti compresi. 

Ferrari: un silenzio che ancora parla

Enzo pensava in grande e i grandi pensavano a lui, a quella monoposto rossa a cui tutti, grandi e piccoli, piloti e non, hanno di sicuro pensato almeno una volta nella loro vita. La Ferrari ha trasformato Enzo così come è successo il contrario vista la storia di cui oggi vanta la Rossa. 

I titoli vinti ne sono un esempio così come la continua presenza nell’ambito Circus. Sono 7 i piloti campioni del Mondo che hanno potuto festeggiare con Enzo, l’ultimo Scheckter nel 1979. Poi un vuoto di 21 anni perché bisognerà aspettare il 2000 per rivedere un pilota Ferrari campione del Mondo; e ancora il 2001, il 2002, il 2003, il 2004 e il 2007. Poi ancora vuoto. Un po’ come i tanti vuoti senza titoli vissuti da Ferrari prima di lasciare l’ombra di un grande uomo e della sua grande impresa.

Enzo Ferrari nel suo ufficio a Maranello – Photo Credit: F1 Official Website

Chissà quel personaggio forse un po’ duro all’inizio cosa direbbe adesso. Una frase troppo comune al giorno d’oggi. Chissà che direbbe; non tanto delle vittorie che mancano, quello può succedere e il Drake lo sa. No. Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe di quello che per lui ha sempre significato “essere Ferrari”. Un quesito che forse non avrà mai risposta o forse verrà dimostrato sulla pista. Un aspetto che forse potrà comprendere solo a chi comunque in quella scheggia Rossa ci vede ancora un giovane Enzo nella sua officina, pronto inconsapevolmente a diventare la storia. 

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Chiara Zambelli

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