17/08/2022

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GP Belgio 2021: cara F1, cosa ti succede?

gp belgio 2021

I piloti sotto l'acqua prima del GP del Belgio - Photo Credit: Red Bull Content Pool

Tre giri dietro la Safety Car hanno validato il GP del Belgio 2021, con tanto di punti assegnati dopo un pomeriggio dall'epilogo già scritto.

Chiamarlo Gran Premio ad alta voce suona strano perché di fatto il GP del Belgio 2021 non si è visto. Le condizioni di tempo critiche protagoniste per tutte le ore di attesa prima di vedere le vetture in pista non sembravano lasciare spazio; la vana illusione di poter correre a Spa ha infatti il sapore di una messinscena, di un copione mal scritto e mal riuscito. Punti assegnati per tre giri dietro alla Safety Car, giustamente chiamata in causa, ma a quale scopo? Più il tempo passava più infatti risultava chiaro a tutti, radar compresi, che la pioggia non avrebbe abbandonato l’Università della F1.

GP Belgio 2021: la gara fantasma

GP del Belgio, dodicesima tappa del Mondiale di F1 2021. L’attesa è tanta come ogni anno dopo la pausa estiva; il campionato è lungo e ancora tutto da scrivere, dall’inizio alla fine della classifica. In Belgio piove, troppo per una F1 che mette la sicurezza al primo posto, così com’è giusto che sia. La partenza infatti viene rinviata di 10 minuti, poi di 5, fino ad arrivare a 3 ore e più di attesa per vedere uno spettacolo ai limiti del ridicolo.

I piloti partono alle 18.17, dietro la Safety Car vista la forte pioggia battente su Spa e le condizioni di visibilità, ormai ridotte al nulla. Tre giri, bandiera rossa, GP sospeso, ma valido; i punti infatti vengono assegnati, a metà come prevede il regolamento visto che i due giri richiesti sono stati compiuti.

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Max Verstappen dietro la Safety Car durante il GP del Belgio – Photo Credit: Red Bull Content Pool

Oltre alla pioggia ovviamente su Spa si abbattono anche le polemiche. Critiche su un pomeriggio a cui si fatica a trovare il significato; era chiaro infatti a tutti, piloti, team FIA e pubblico, che non sarebbe spuntato il sole. E allora perchè aspettare, perchè “correre” per forza? La risposta purtroppo sembra essere una ed una soltanto: i soldi. Un denaro che comanda fino a portare la massima formula ad un punto basso da cui rialzarsi non sarà semplice.

Cara F1, cosa ti succede?

Non faremo un salto indietro nel tempo, ai cosiddetti “Cavalieri del rischio” che correvano sotto tormente simili a quella vista in Belgio. Michael Masi infatti il protocollo per la sicurezza lo ha rispettato, soprattutto dopo una mancata bandiera rossa al sabato, quella per cui Vettel non ha risparmiato complimenti. La pioggia è certo un pericolo, ma non è mai stata un problema per chi corre in pista; con la visibilità invece i conti bisogna farli.

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La bandiera rossa che pone fine al GP del Belgio – Photo Credit: F1 Official Website

“Coraggiosi si, ma stupidi no”. Così Giovinazzi ha riassunto perfettamente una domenica pomeriggio dall’epilogo scritto e ben chiaro a tutti. La gara in Belgio non si poteva disputare. E con il passare del tempo le cose non sarebbero migliorate; né la pioggia, né la visibilità. Perché allora “correre” per forza? Perché non rimandare la gara? La risposta purtroppo appare semplice all’interno di una F1 che sembra ormai avere un solo ed unico padrone, il denaro.

Un calendario fitto, con poche pause e l’ombra del Covid in agguato non ha permesso il rinvio del GP del Belgio, nemmeno di un giorno visto l’imminente Zandvoort. I soldi servono e il siparietto inscenato nelle quasi quattro ore a Spa ha permesso alla F1 di battere comunque cassa. Due giri di gloria, per milioni in tasca. Cercare il colpevole è ovviamente inutile; qualcosa è cambiato in questa F1 e qualcosa cambierà ancora. Cambiamenti e novità che porteranno il Circus a vantarsi del ritrovato spettacolo; ma cara F1, in Belgio a quale spettacolo abbiamo assistito?

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Chiara Zambelli

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