05/07/2022

Rossomotori.it

Il motorsport raccontato fino all'ultima curva

FIA 2021, l’annus horribilis della Direzione Gara

FIA 2021 annus horribilis

Michael Masi - Photo Credit: FIA Official Twitter Account

FIA, il 2021 annus horribilis per la direzione gara guidata da Masi. Belgio, Arabia Saudita e Abu Dhabi i GP più controversi dell'anno

Nel mondiale più spettacolare e combattuto degli ultimi anni, in mezzo a due piloti in stato di grazia e a due team che non hanno lasciato nulla di intento per portare a casa il titolo, la FIA ha brillato per incompetenza e inadeguatezza. Nel maldestro tentativo di non scontentare né l’una né l’altra delle due squadre, la direzione gara guidata da Michael Masi ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Dalla farsa del GP del Belgio fino alla controversa safety car di Abu Dhabi, ripercorriamo questo 2021, autentico annus horribilis della Federazione.

FIA 2021, un anno vissuto pericolosamente

Se esistesse un Oscar della F1, alla FIA andrebbe senz’altro quello per il miglior attore non protagonista. Quel comprimario di lusso, magari non fondamentale ai fini della storia, che improvvisamente si prende la scena, oscurando il resto con la sua presenza ingombrante. Nella sceneggiatura di questo 2021, i due attori protagonisti Max e Lewis sono stati perfetti in tutto: sorpassi e incidenti, gare epiche ed errori da principianti. Perché il mondiale 2021 è stato bello pure per gli strafalcioni visti in pista, comprensibili quando i valori in campo sono così equilibrati. Meno comprensibile invece la gestione schizofrenica della direzione gara in alcuni frangenti della stagione.

Il 2021 verrà ricordato come l’annus horribilis della direzione gara, il secondo sotto la guida di Michael Masi dopo la scomparsa di Charlie Whiting. Il primo anno non crea particolari problemi, del resto il campionato è un lungo assolo di Hamilton. La musica cambia nel 2021 quando, sin da subito, appare chiaro che il dominio Mercedes non c’è più e la Red Bull e Verstappen sono pronti a dare battaglia fino ad Abu Dhabi. Per amore di verità, c’è da dire che il comportamento di Red Bull e Mercedes non ha aiutato. Tra ingerenze, polemiche, ricorsi, insulti e sospetti reciproci i due team di vertice hanno contribuito a rendere il clima sempre più irrespirabile.

FIA 2021, l’annus horribilis di Masi: la farsa del GP del Belgio

Il povero Michael Masi si è ritrovato così tra due fuochi, due corazzate pronte ad intervenire ad ogni piè sospinto. E’ stato tirato in mezzo dai litigiosissimi Horner e Wolff, con le loro e-mail inviate a gara in corso, i loro blitz tra i commissari mentre in pista Hamilton e Verstappen se le davano di santa ragione. Per elencare tutti gli episodi controversi della stagione non basterebbe un giorno, ma alcuni di questi spiccano per essere stati uno spartiacque nella lotta al titolo. Parliamo per esempio del Gp del Belgio, gara farsa che assegnò la metà dei punti. E parliamo ovviamente del GP di Abu Dhabi e degli ultimi, caotici giri dietro la safety car che di fatto hanno ribaltato le sorti del mondiale.

FIA 2021, annus horribilis
La partenza dalla pit lane dietro la Safety Car in Belgio – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Prima del Belgio, un’avvisaglia dell’andazzo si era avuta in Bahrein quando Verstappen, dopo aver tagliato curva 4, restituì la posizione ad Hamilton dicendo di fatto addio alla vittoria. Con il senno di poi la mossa non sarebbe stata penalizzata. La gara di Spa del 2021 verrà ricordata per il diluvio che ha funestato il circuito, per l’infinita pazienza dei tifosi in attesa sotto la pioggia, per le immagini dei piloti appisolati nei box come se il GP non li riguardasse. Dopo due tentativi di correre andati a vuoto, la direzione gara opta per una non gara di due giri dietro la safety car. Vince Verstappen con metà punteggio. Nei giorni successivi è un susseguirsi di polemiche per una corsa d fatto non disputata ma per la quale, con il senno di poi, sono stati assegnati punti importanti.

Da Jeddah ad Abu Dhabi: Michael Masi ancora protagonista

Prima di arrivare ad Abu Dhabi si passa da Jeddah. Il primo GP della storia in Arabia Saudita viene disputato su un circuito angusto, stretto e molto veloce. La pericolosità della pista è sotto gli occhi di tutti e la gara viene interrotta due volte dalle bandiere rosse. Alla prima ripartenza Verstappen taglia la curva e si porta in prima posizione davanti a Ocon ed Hamilton. Il GP viene però stoppato quasi subito e mentre i piloti attendono l’ok per ripartire, da casa si assiste ad una surreale trattativa tra Red Bull e FIA per decidere in che posizione piazzare Max al via. L’olandese alla fine partirà terzo e arriverà secondo alle spalle di Hamilton, ma gli strascichi della gara – con contatto annesso tra i due – dureranno fino ad Abu Dhabi.

Ed eccolo infine, l’ultimo attesissimo GP ad Abu Dhabi. Verstappen ed Hamilton ci arrivano a pari punti. Un sogno per tifosi ed appassionati. Un sogno che diventa un incubo, soprattutto per Lewis, a cinque giri dalla fine. Latifi va a muro ed entra la safety car. In pista regna il caos più totale, con Masi che prima impedisce ai doppiati tra i due rivali di sdoppiarsi, salvo poi dare l’autorizzazione quando ormai non c’è più tempo di accodarsi. Masi decide di regalare, a beneficio anche dello spettacolo in tv, un ultimo giro regolare a dispetto delle norme, forzate per amore dello show. Vince Verstappen, veloce a montare gomme morbide e nuove. Sul fatto che Max abbia meritato il titolo, non si discute. Sul fatto che Lewis sia stato sfortunato, neppure. Ci sarà invece molto da discutere su una direzione gara che, volente o nolente, ha reso amaro un finale di stagione altrimenti bellissimo.

Ascolta PaddockGP!

Ascolta la nuova puntata di PaddockGP, la numero 16 in cui Raffaello Caruso e Chiara Zambelli hanno commentato il GP di Abu Dhabi, sede dell’ultima gara del mondiale di Formula 1.

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Rosanna Greco