07/07/2022

Rossomotori.it

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Scuderie satellite, un modo per aggirare il budget cap?

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Aston Martin e Williams, scuderie clienti del team Mercedes - Photo Credit: F1 Official Website

Le scuderie satellite potrebbero rappresentare un modo per aggirare il budget cap, aspetto fondamentale in un anno di novità come il 2022.

La scorsa settimana ha fatto molto discutere la dura lettera pubblicata da Zak Brown, soprattutto per quanto riguarda i delicati argomenti di budget cap e scuderie satellite. Il CEO di McLaren non ha infatti usato giri di parole nel definire questi team “B” un modo legale per avere un tetto spese più alto rispetto a chi invece non ha la doppia squadra. Alla voce del numero 1 di Woking si è aggiunta anche quella di Marcin Budkowski, da poco ex Alpine, che ha ribadito quanto detto dal collega.

Scuderie satellite e budget cap: un vantaggio per pochi

Lo scorso campionato doveva essere l’anno delle novità, con il budget cap e l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti, poi slittata di un anno a causa della pandemia. Il limite di spese è invece stato confermato, con i team che nel 2021 hanno potuto spendere “solo” 145 milioni di dollari per lo sviluppo della vettura; una scelta significativa, con l’obiettivo di uniformare le varie scuderie per non penalizzare chi non può permettersi ingenti somme di denaro.

Ad un mese dall’inizio dei test pre-stagionali a Barcellona, i dubbi che sorgono sulla possibilità di aggirare il budget cap non sono pochi. Prima Zak Brown, con una lettera di fuoco e poi, come riportato da FormulaPassion.it, Budkowski. Il dubbio è sempre quello, ovvero la presenza dei cosiddetti team satellite e dunque la possibilità di disporre di un vantaggio anche in termini economici.

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AlphaTauri e Haas, team clienti di Red Bull e Ferrari – Photo Credit: Red Bull Content Pool

I benefici che si possono ottenere da una partnership sono davvero grandi, sia che siano legali sia che non lo siano. Il 2022 è un anno in cui queste collaborazioni potranno pagare. Non so cosa stia accadendo nelle fabbriche degli altri team e non conosco il livello di controllo che la FIA sta mettendo in atto su questo possibile problema. Alpine, come scuderia indipendente, ovviamente non è sotto esame per condividere qualcosa con i concorrenti; sarebbe un atto contro i propri interessi.

Marcin Budkowski

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Chiara Zambelli