06/07/2022

Rossomotori.it

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Darryn Binder risponde alle critiche: “Non devo dimostrare niente a nessuno”

Darryn Binder risponde alle critiche dei suoi detrattori dopo il buon lavoro fato sulla pista di Mandalika e il decimo posto conquistato

Il rookie Darryn Binder ha voluto rispondere alle numerose critiche mosse dai suoi colleghi. Il sudafricano non ha sfigurato nelle prime due gare del mondiale 2022.

Binder e le critiche: la sua risposta

Lo si aspettava al varco dopo diverse stagioni in Moto3 non esaltanti. Darryn Binder sta dimostrando, in queste prime due tappe del mondiale 2022, di poter precedere rookie ben più blasonati come il campione del mondo Moto2 Remy Gardner e il talento Raul Fernandez.

Il più giovane dei fratelli Binder ha risposto così alle critiche mosse da parte di altri piloti sulla sua presunta eccessiva aggressività.

Sì, è noto che in passato sono caduto, ma ora mi sento come se non stessi facendo nemmeno l’80 percento di ciò di cui è capace questa moto. Commetterò degli errori cercando di trovare la mia strada. Ma ho la sensazione che a volte in Moto3 volevo troppo e pretendevo troppo. Ma ora è passato, sto solo cercando di imparare e concentrarmi sull’andare avanti

Le sensazioni di Binder sulla gara di Mandalika

La prima gara sul circuito di Mandalika ha offerto risultati sorprendenti. Tra questi la posizione finale di Darryn Binder, decimo sotto la pioggia indonesiana alla prima gara in MotoGP con pista bagnata. Molti potrebbero pensare che la pioggia possa aiutare a livellare le prestazioni, ma il sudafricano ha preceduto piloti ben più esperti, come il vincitore del Qatar Enea Bastianini, Pol Espargaro, Francesco Bagnaia e Maverick Vinales.

Mi sentivo come se stessi andando davvero bene. Ho tenuto a mente le cose del Qatar. Passando davanti ai piloti ho pensato che non fosse il momento di fare uno stupido errore. C’erano molti grandi nomi che stavo cercando di superare. Se avessi commesso un errore, sarei stato accusato di nuovo. Sicuramente lo avevo in mente, ma allo stesso tempo ho avuto l’impressione che tutti stessero combattendo piuttosto duramente. Alla fine è una gara e tu cerchi di farla meglio che puoi

Il passaggio dalla Moto3 alla MotoGP

E’ successo solo una volta e fece scalpore già all’epoca. Jack Miller, secondo in campionato nel 2014, decise di approdare sulla Honda CRT del team LCR faticando non poco nelle prime annate, riuscendo però a conquistare una vittoria ad Assen nel 2016.

Jack Miller esordio MotoGP
Un giovanissimo Jack Miller all’esordio in MotoGP ai test di Valencia 2014 – photo credits: motogp.com

Quest’anno, dopo l’addio di Valentino Rossi e il passaggio di Morbidelli nel team ufficiale, l’ex team Petronas si è trovato a dover scegliere un pilota da affiancare ad Andrea Dovizioso. La scelta è ricaduta così su Darryn Binder, che non ha brillato nei suoi anni nella entry class. Da qui la pioggia di critiche.

Non devo dimostrare niente a nessuno. Ho avuto questa possibilità e sto cercando di sfruttarla al meglio. Cerco di fare del mio meglio in ogni sessione. Fatico un po’ in alcune sessioni, ma sono sempre stato un pilota migliore in gara di uno da prove libere. Nei giorni di gara cerco sempre di fare del mio meglio, indipendentemente dalle condizioni

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Simone Massari