04/07/2022

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Ala Aprilia: come funziona l’alettone posteriore

Ala Aprilia
Ala Aprilia: come funziona l'alettone posteriore. Un piccolo focus sulla novità messa in campo dalla casa di Noale.

Che le case motociclistiche italiane facciano da pionieri al livello di sviluppi è appurato; ne è un esempio l’ala di Aprilia vista quest’oggi in pista. La casa di Noale, come del resto la Ducati di Borgo Panigale, mettono in campo ogni anno dei miglioramenti rivoluzionari, sia per quanto riguarda l’aerodinamica che la meccanica. L’Italia, lo sappiamo, è un turbinio di innovazioni e allora cerchiamo di capirle meglio; vediamo l’ultima novità scesa in pista.

Ala Aprilia, MotoGP come una Formula1

La novità vista in anteprima sulla moto del tester e wild card Lorenzo Savadori, ci mostra come, soprattutto a Noale, la ricerca e l’innovazione restino al centro dei pensieri di Aprilia. Il mini spoiler posteriore è una di quelle novità che hanno attirato molta attenzione, specialmente oggi, nella giornata di test e prove libere. Alla base dell’utilizzo di tale elemento c’è ovviamente un discorso aerodinamico; lo spoiler posteriore infatti, così come comunicato dal direttore tecnico Albesiano, ha come funzione principale quella di creare maggior carico, schiacciando letteralmente a terra il posteriore della moto. I vantaggi di tutto ciò sono molti: prima di tutto la moto resta più stabile alle alte velocità; oltre ciò, dato il maggior grip, viene facilitato l’inserimento in curva che, proprio per questo motivo, può essere leggermente più veloce.

“L’idea è quella di aiutare a creare un po’ di carico soprattutto nella fase di staccata, così da provare a ridurre il saltellamento della ruota posteriore, rendendo la moto più ancorata al suolo e favorendo così l’ingresso in curva. Ma siamo ancora all’inizio e dobbiamo capire bene anche come intervenire a livello di assetto“. – Romano Albesiano, direttore tecnico Aprilia

Le caratteristiche dell’ala

Che tipo di profilo alare è presente sull’Aprilia? L’ala posteriore non si allarga per tutta l’ampiezza del codone bensì rimane più stretta; alla base invece sembrano sporgere due piccoli convogliatori di flusso ancorati direttamente ai fianchi della parte finale della coda. In fase di alta velocità, quando il pilota resta accovacciato, l’ala sembra continuare il profilo dato dalla dorsale della tuta generando carico aerodinamico. In fase di inizio staccata l’ala continua ad assolvere alla sua funzione finché il pilota non si rialza e il flusso d’aria viene di conseguenza smorzato.

Ala Aprilia
Photo Credit: Aprilia Racing

Siamo sicuramente agli inizi di questo nuovo sviluppo, il lavoro da fare è ancora molto ma probabilmente tutto ciò darà inizio ad un nuovo tipo di standard. Le italiane continuano a dettare le regole, non resta che vedere che ne uscirà fuori.

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Andrea Perfetti