22/05/2022

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Cesare Fiorio ricorda Gilles Villeneuve: “Ricordo Gilles su quella Lancia Beta Monte-Carlo. Che pilota!”

Cesare Fiorio Gilles Villeneuve
Cesare Fiorio racconta il Giro Automobilistico d'Italia del 1979 dove partecipò Gilles Villeneuve a bordo di una Lancia Beta Monte-Carlo.

In occasione del 40° anniversario dalla tragica quanto prematura scomparsa di Gilles Villeneuve, Cesare Fiorio racconta il suo primo incontro col pilota canadese durante il Giro Automobilistico d’Italia del 1979, alla guida della Lancia Beta Monte-Carlo.

Gilles Villeneuve, Cesare Fiorio e una Lancia Beta Monte-Carlo

Correva l’anno 1979 quando L’Aviatore Gilles Villeneuve si calava nell’abitacolo di una bellissima Lancia Beta Monte-Carlo per correre il Giro Automobilistico d’Italia. Quella manifestazione era davvero particolare: si correva parte in circuito e parte in salita, gli equipaggi erano composti da 2 conducenti, ma spesso anche 3 persone, e vi partecipavano i piloti migliori provenienti dalla Formula 1, dal Rally e da tante altre categorie come il campionato Marche.

Tra i vari Miki Biasion, Riccardo Patrese, Walter Röhrl figurava anche il nome dell’allora pilota della Scuderia Ferrari Gilles Villeneuve. Cesare Fiorio ha raccontato il suo ricordo risalente a quella prima apparizione di Gilles Villeneuve a bordo di una Lancia che Fiorio amava alla follia, e rammenta anche le stupende doti al volante di quel puro e candido talento che animava, anzi infiammava, il pilota canadese.

Photo Credit: Wikimedia
Photo Credit: Wikimedia

Di Gilles Villeneuve ricordo che ha fatto anche una gara per me. Il Giro d’Italia a bordo di una Lancia Beta Monte-Carlo. All’epoca il Giro d’Italia aveva delle prove su circuito e delle prove stradali e si poteva scegliere chi far gareggiare. In squadra con me avevo Walter Röhrl per le prove stradali e Gilles su quelle da circuito. Ricordo benissimo questa sua presenza al Giro d’Italia che avvenne proprio ad Imola e ci lasciò tutti stupiti per la sua grande velocità. Era davvero molto bravo e ricordo anche quella sua grande versatilità da ottimo pilota che riuscì ad adattarsi subito alla guida di un prototipo Lancia, lui che veniva da una Ferrari F1.

Lancia Beta Monte-Carlo: una vettura prototipo incredibile

La Lancia Beta Montecarlo Turbo è un’automobile da competizione classificata come Gruppo 5, progettata dalla Lancia nel 1978 per gareggiare nel Campionato del mondo sportprototipi, all’epoca denominato Mondiale marche. Con questa vettura la Lancia ha vinto i campionati del 1980 e del 1981.

La carrozzeria, studiata dai tecnici Pininfarina, viene costruita con materiali compositi e resine artificiali e pur mantenendo la somiglianza con quella originale viene esasperata con spoiler, minigonne e alettoni. L’ingegnere Gian Paolo Dallara progetta e realizza un telaio monoscocca portante in acciaio e alluminio con un’intelaiatura anteriore per l’avantreno e una posteriore per retrotreno e motore. Vengono montate sospensioni a ruote indipendenti con barra stabilizzatrice anteriore e ammortizzatori doppi al posteriore, freni a disco forati e cerchi in lega anteriori da 16 pollici anteriori e posteriori da 19.

Lancia BetaMonte-Carlo
Photo Credit:Lancia

La parte motoristica viene seguita da Gianni Tonti dell’Abarth e Claudio Maglioli e Nicola Materazzi della Lancia. Nella fase sperimentale i meccanici provarono a installare nella Montecarlo il quattro cilindri boxer della Lancia Gamma, anche in versione sovralimentata, ma viene quasi subito abbandonato in favore di un nuovo quattro cilindri turbocompresso di 1,4259 litri (pari a 1996,3 cm³ secondo il coefficiente di incremento della cilindrata di 1,4 previsto per i motori sovralimenti) in grado di erogare 480 CV a 7200 giri al minuto nella versione da gara ma, che nei test di resistenza e durata era arrivato a sviluppare 540 CV girando al massimo dei giri per cinque ore prima di cedere.

LEGGI: “Intervista completa su Sport Senators a Cesare Fiorio”

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Raffaello Caruso