22/05/2022

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“Vita da Motoestate”: Niccolò Lisci, il pilota sardo con un sogno mondiale

Protagonista delle "Storie dal Motoestate" Niccolò Lisci, pilota sardo che dal nulla si è costruito un sogno ponendosi obiettivi importanti

“Vita da Motoestate” è una mini rubrica volta a raccontare la passione e l’amore per il motociclismo, aspetti che vanno oltre al puro agonismo: oggi il protagonista sarà Niccolò Lisci, pilota sardo che dal nulla ha costruito il suo sogno.

Niccolò Lisci: l’inizio del sogno…grazie ai bei voti

Secondo Darwin l’evoluzione della specie avviene come risultato di caso e necessità. I piloti nascono apparentemente come normali umani, ma si scopre solo successivamente che nelle loro vene scorre benzina. In quel momento diventa tutto più chiaro, quasi un sollievo.

Per Niccolò Lisci, il momento è arrivato all’alba di una mattina a Sassari vedendo Valentino Rossi vincere a Philipp Island. Bisogna ringraziare il papà che ha messo davanti alla televisione il piccolo Niccolò e lo ha fatto innamorare di questo sport. Da lì il chiodo fisso: “Voglio correre in moto”. Tra il dire e il fare spesso ci sono in mezzo i genitori e tante altre cause collaterali. Il calcio era lo sport prediletto, anche perché la Sardegna luogo magnifico, ma non famoso per sfornare piloti.

Per tutti i piloti, le minimoto sono il primo approccio alle corse. I genitori inizialmente non furono entusiasti della scelta del figlio, ma raggiunsero un accordo che Niccolò portò a compimento.

Tutto è iniziato con mio padre che una mattina mi ha svegliato presto per vedere un gran premio di F1 e poco dopo c’era la gara di MotoGP a Phillip Island e c’era Valentino Rossi. Da lì mi è partito lo schizzo della moto. Quell’anno gli chiesi a papà la minimoto, i miei mi dissero di no. Gli dissi “se il prossimo anno prendo tutti 10 me la prendete”. Così è stato e me l’hanno presa ed è iniziato tutto

Il rapporto tra papà e figlio è il fil rouge di tutta questa bellissima storia. Queste le parole di Niccolò Lisci durante il primo round del Motoestate 2022 a Varano, che ricorda come tutto ebbe inizio.

Abbiamo iniziato con il campionato minimoto a Firenze che vinsi, poi il Trofeo Italia Centrale che vinsi, poi feci il campionato UISP con un quarto posto. Esperienza positiva. Poi mi presi un anno di pausa dove cominciai a girare con una moto a marce per abituarmi anche alle ruote da 12 pollici. Successivamente un’esperienza al CEV Junior dove corsi con Pedro Acosta e Huertas. Feci terzo in gara, weekend super positivo.

photo credits: profilo Facebook Niccolò Lisci

LEGGI: “Gara Round1 Varano Motoestate 2022”

L’esperienza al Motoestate di Niccolò Lisci

Come si evince dalle parole di Niccolò lisci, la strada per arrivare al Motoestate non è stata delle più semplici. Il MES, pur essendo un campionato per lo più amatoriale e che dà la possibilità a chiunque di poter dar sfogo alla propria passione più sfrenata, la pista, abbraccia anche talenti che si formano e sbocciano all’interno della competizione.

Un esempio è proprio Niccolò che può considerarsi un vero prodotto “Made in Motoestate”. Alla ricerca di un campionato competitivo dove iniziare a crescere con le SSP300, il pilota sardo e il padre, “spulciando” su internet, trovano il Motoestate ed è subito amore.

Dopo un inizio con le pitbike, ci siamo subito approcciati con le 300, stavamo cercando un campionato di buon livello per crescere e girovagando su internet abbiamo trovato il Motoestate e sono contento della scelta fatta. Sono 4 anni che corro con le 300, gli altri anni con Yamaha, quest’anno con Kawasaki con un team dietro importante.

Quest’anno appunto il vero salto di qualità nel team Extreme con Kawasaki, squadra campione in carica proprio della categoria 300 Viva del MES, vinta lo scorso anno da Davide Conte. Niccolò ci ha raccontato la differenza di lavoro con un team strutturato come quello con cui correrà la stagione del Motoestate 2022.

Storie dal Motoestate Niccolò Lisci
photo credits: profilo Instagram Niccolò Lisci

Essere in un team così è una cosa diversa, prima venivo solo con mio papà e quindi capire il tutto quando dicevo “Papà la moto muove, faccio fatica in staccata, non curva…”. Ma adesso con Marco e Paolo stiamo lavorando bene e sono davvero contento. E’ solo la quarta volta che prendo in mano la Kawasaki e riesco già a fare dei tempi ottimi. Riusciamo a fare subito modifiche mirate che mi fanno sentire meglio sulla moto. Sono molto contento della squadra.

L’esperienza mondiale

Il Motoestate è stato per Niccolò Lisci un vero e proprio trampolino di sangue. Dopo la prima stagione nel 2019 da wild card, dal 2020 inizia a correre l’intero campionato mostrando il suo talento, con i team che iniziano a mostrare il loro interesse per il pilotino sardo.

Nel 2021 la chiamata inaspettata, dal team Machado, nel mondiale SSP300. Insieme a un suo conterraneo, Michele Cuccu, Lisci partecipa all’appuntamento a Most in Repubblica Ceca. Un’esperienza che ha cambiato radicalmente Niccolò, che racconta ancora oggi con entusiasmo e la felicità negli occhi quel weekend corso con la Yamaha R3. Ad aggiungere un po’ di pepe al tutto, un viaggio da più di 2000 km da Sassari fino a Most in furgone con il padre.

Esperienza mondiale bellissima, un sogno che si realizza. Chiunque corra in moto vuole fare il motomondiale. Un weekend che è stato molto importante per imparare. E’ stato un vero e proprio momento di apprendistato, ho fatto molto esperienza. Qualifiche difficili, sono caduto al primo giro e quindi sono dovuto partire ultimo, 45esimo. In gara-1 sono arrivato 36esimo quindi recuperando diverse posizioni. Prendendo anche più feeling e riposando visto che eravamo partiti direttamente dalla Sardegna con il furgone, sbarcati a Livorno e poi 2000 km fino a Most, in gara-2 sempre partendo ultimo sono riuscito ad arrivare 29esimo. E’ un’esperienza che porterò sempre con me. E’ stato un sogno, anche se sarà la mia unica apparizione nel mondiale SSP300.

Storie dal Motoestate Niccolò Lisci
photo credits: profilo Instagram Niccolò Lisci

Il sogno nel cassetto

Classe 2001, Niccolò Lisci non può che sognare e crederci visto il suo talento dimostrato negli anni. Molto realista e con i piedi per terra (caratteristiche che non possono essere attribuite purtroppo a tutti i giovani piloti emergenti), il numero 26 del team Extreme ha raccontato quali sono i suoi obiettivi futuri.

Sono un ragazzo con i piedi per terra, arrivare nei prototipi credo sia una cosa irrealizzabile, sono già grande, ma non mi dispiacerebbe andare nelle derivate di serie visto l’esperienza nel mondiale a Most lo scorso anno nella SSP300.

E ora focus al Motoestate, un campionato che potrà dare molte soddisfazioni a Niccolò Lisci e aprirgli le porte per un futuro che non potrà essere che roseo visto il suo talento e la sua mentalità.

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Simone Massari