07/07/2022

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“Vita da Motoestate”: i Cristini, passione tramandata di padre in figlio

Questa settimana nella rubrica "Vita da Motoestate" la storia di una padre e un figlio che hanno deciso di correre nel MES: Paolo e Matteo Cristini

“Vita da Motoestate” è una mini rubrica volta a raccontare la passione e l’amore per il motociclismo, aspetti che vanno oltre al puro agonismo: oggi i protagonisti saranno Paolo e Matteo Cristini, padre e figlio da Brescia, che condividono il loro amore per la pista.

Paolo Cristini: il veterano del Motoestate

La bellezza del Motoestate è la commistione di personalità differenti all’interno del paddock, da piloti emergenti che provano a farsi strada nel motociclismo professionista fino a chi proprio della pista non riesce a farne a meno. Tra questi c’è uno dei protagonisti di questa chiacchierata, un veterano vero e proprio. In griglia dal 2003, Paolo Cristini sprizza entusiasmo da tutti i pori, come se avesse iniziato il giorno prima a correre.

Di tutto rispetto il suo palmares. Paolo Cristini vanta una Wild Card nel CIV in SBK nel 2011 e successivamente conquista nel 2012, 2013, 2016 e 2017 il Trofeo Motoestate nell’allora categoria “Motodiserie” e ottenuto un secondo posto nella classe regina del MES, la 1000 Open nel 2019. Dopo anni di battaglie e vittorie, anche nel 2022 prende parte, con la sua R1, al Trofei Motoestate.

Vita da Motoestate Cristini
photo credits: Paolo Cristini profilo Instagram

Diciannove anni di passione raccontati così da Paolo.

Ho iniziato a correre quando è nato mio figlio Matteo, perché prima andavo in moto su strada in modo troppo pericoloso e mi sono reso conto che era troppo rischioso continuare, considerato che mi era nato un figlio. Dovevo mettere la testa a posto. Allora ho iniziato a girare pista e fin da subito ho trovato tanta gente che mi ha aiutato, amici e sponsor. Da lì è partita la storia 19 anni fa. La pista è un luogo sicuro per poter andare in moto.

Parole che non vanno sottovalutate queste di Paolo, che pone l’accento sulla pericolosità di andare in strada e di come si debba prestare particolarmente attenzione. Ha parlato prima da padre che da pilota.

Il Motoestate la sua prima esperienza in pista, quando nel 2003 approdò nella categoria 1000 Open. Ecco cosa significa per Paolo Cristini il MES.

A me piace tantissimo, conosco tutti. Siamo una bella famiglia, è bello condividere il weekend di gara a 360 gradi, sia quando si fanno le prove e le gare, sia nei momenti di relax nel paddock, confrontandosi con le persone.

Di padre in figlio: l’approdo di Matteo Cristini al Motoestate

Cosa succede se nasci con l’odore della benzina che brucia? La vuoi bruciare anche tu. Ed è quello che è successo a Matteo Cristini, figlio di Paolo, che ha deciso di seguire le orme del padre, iniziando prima con le Pit-Bike Monomarca YCF e passando successivamente alle 400 con Kawasaki con cui nel 2021 ha preso parte al Motoestate. Da questa stagione 2022 gareggia nella categoria Race Attack 600 a bordo di una Kawasaki Ninja 600.

Beh, come ha detto mio padre, io sono nato letteralmente in pista. Da lì lo vedevo girare e mi sono innamorato della cosa e ho voluto provarci. Successivamente a questa scelta è stato un susseguirsi di cose che mi hanno portato ad entrare in questo mondo che mi piace tanto. Dalle pit-bike sono passato alle 400 con una Ninja e ora utilizzo una 600, sempre Kawasaki

LEGGI: “La storia di Niccolò Lisci al Motoestate”

Il rapporto padre-figlio

Tra gli aspetti interessanti di questa storia, c’è il rapporto padre-figlio nel paddock. Un legame che va oltre quello famigliare, una vera e propria connessione verso una unica passione: correre. Scherza così Paolo raccontando i weekend condivisi con Matteo, facendo una riflessione sui giovani piloti di oggi.

Vita da Motoestate Cristini
photo credits: Paolo Cristini

Devo dire che quando ha iniziato a correre mi divertivo di più perchè gli stavo davanti. Adesso quando ci alleniamo anche con le pit bike o comunque vedendo questo weekend, è davvero molto veloce. Tutti i ragazzi di oggi imparano molto velocemente, quando iniziai io non c’erano le scuole di guida in pista, cosa che ho pagato caro sulla mia pelle. Sono contento del suo percorso, sta andando bene. Io attualmente sto faticando un po’ a trovare il setup giusto, però l’importante è divertirsi… e vincere!

Per quanto riguarda Matteo, le sue parole non nascondevano l’ammirazione per suo padre che lo ha di fatto accompagnato, mano nella mano, a conoscere e approfondire quella che poi sarebbe diventata una delle cose più importanti della sua vita.

Lo ascolto si e no durante il weekend, sono un po’ testardo. Però adesso che sono salito su una moto che ha bisogno di essere guidata con la testa, inizio ad ascoltarlo di più, mi dà molti consigli e mettendoli in pratica vedo che mi aiutano anche in pista.

Obiettivi futuri

Nonostante Paolo Cristini sia alla sua 19esima stagione nelle corse, il pilota bresciano non ha intenzione di appendere il casco al chiodo e farà di tutto per esserci anche nel 2023, per festeggiare i 20 anni di carriera. E non è mancata la stoccata (scherzosa) al figlio nel finale:

Io fin quanto ho gente che mi aiuta con gli sponsor e tutti gli amici io voglio correre. Se poi dovrò fare una scelta per chi correre e il budget sarà limitato, correrò io e non Matteo

Dall’altra c’è il giovane Matteo che si approccia per la prima volta a una 600, correndo nella categoria Race Attack da quest’anno. Un rookie che però si sta già dimostrando veloce, sottolineando come il pilota abbia una facilità di apprendimento importante, caratteristica da non sottovalutare se si vuole correre in moto. Magari con il sogno di passare alla categoria 600 open.

Vediamo come va quest’anno, per ora mi sento bene. Di certo sarebbe bellissimo passare alla 600 open, ma non voglio pensare troppo in là

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Simone Massari