09/12/2022

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Ferrari e Red Bull: così lontane, così vicine

ferrari red bull
Ferrari e Red Bull continuano lo sviluppo di vetture diverse ma vicine in termini di prestazioni, ciascuna lavorando sui propri difetti.

Gli ultimi Gran Premi hanno mostrato una volta di più quanto Ferrari e Red Bull siano vicine a livello di performance. A stupire però sono le modalità con cui le due squadre di riferimento del campionato hanno lavorato sui propri punti deboli. Il risultato è una convergenza prestazionale che è garanzia di spettacolo.

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Ferrari e Red Bull hanno lavorato entrambe per colmare le proprie lacune, avvicinandosi su ogni tipologia di circuito

Le prime gare di questo campionato hanno subito dato un’idea in merito alle caratteristiche delle due migliori vetture di questa stagione. La monoposto italiana è apparsa fin dall’inizio come quella più a suo agio in staccata e nei settori lenti. La vettura di Milton Keynes, di contro, ha immediatamente mostrato una grande efficienza, con ottime velocità di punta e tanto carico aerodinamico generato dai canali Venturi.

red bull ferrari
Photo Credit: Twitter

Il limite maggiore che ha dovuto fronteggiare in questa fase la Ferrari è stato il non poter sfruttare al massimo la deportanza del fondo. Questo problema causato dal porpoising, che ha costretto il team ad adottare altezze da terra non ottimali, si rifletteva poi sulle ali portate in pista, fin troppo cariche a seconda del tracciato. Red Bull, dal canto suo, ha avuto un gran bel da fare soprattutto per limitare il peso della vettura, eccessivamente oltre il limite minimo.

Questo pattern si è ripetuto quasi immutato fino al Gran Premio di Spagna, dove quasi tutte le squadre hanno annunciato aggiornamenti importanti. Il nuovo fondo anti-porpoising qui portato dal cavallino, insieme ad una nuova gamma di ali posteriori studiate per una miglior efficienza a DRS aperto, ha sensibilmente ridotto il gap in rettilineo, pur conservando i punti di forza originali. (Nell’immagine sottostante troviamo la comparativa tra le ali da medio carico di vecchia e nuova concezione).

Ferrari Red Bull ala posteriore
Photo Credit: Scuderia Ferrari Facebook

Nelle gare successive Ferrari è parsa avere un vantaggio più o meno consistente sul team austriaco a seconda del circuito. Dal GP del Canada in poi però, oltre al dimagrimento e a piccoli aggiornamenti implementati di gara in gara, si sono iniziate a vedere sulla vettura del campione del mondo in carica delle soluzioni particolari. La tendenza ad usare ali più scariche di Ferrari infatti è stata abbandonata a favore di una configurazione ad ala più carica ma con singola beam wing sopra al diffusore posteriore.

Ferrari Red Bull ala beam wing
Photo Credit: Oracle Red Bull Racing Facebook

Dopo gli sviluppi dei due top team, i pronostici saranno sempre più incerti

Dal Gran Premio di Silverstone i valori in campo sono stati difficili da decifrare. Sul circuito inglese si è vista una Red Bull in gran forma; in particolare, Verstappen ha mostrato un passo molto consistente fino alla rottura avvenuta in gara. Prima di quel momento la vettura numero 1 si era dimostrata certamente più rapida almeno della Ferrari di Sainz. Il danno causato da un detrito all’auto dell’olandese ci ha privato della controprova, ma è certo che su un layout completo come quello del tracciato inglese, Red Bull si stava confermando molto competitiva.

L’ultimo appuntamento, in Austria, ha nuovamente riservato delle sorprese. La sensazione alla vigilia del weekend era che la squadra di casa avrebbe potuto avere un leggero vantaggio. Le ottime doti in fase di trazione della monoposto italiana non sembravano sufficienti a compensare la miglior efficienza Red Bull nelle 3 zone DRS presenti.

Ferrari Red Bull Leclerc
Photo Credit: Scuderia Ferrari Facebook

Nei fatti invece, dopo una performance in qualifica pressoché equivalente, le due Ferrari in gara hanno fatto il vuoto. A colpire è stata la velocità in rettilineo delle rosse, unita a un’ottima gestione delle gomme. In particolare è da sottolineare come a Maranello siano riusciti a migliorare la velocità di punta conservando ottimi valori di carico.

Dal quadro appena descritto emerge quanto sia diventato difficile prevedere il proseguo della stagione. Oltre ad una tendenza che vede Red Bull preferire i tracciati critici per l’asse anteriore e Ferrari quelli in cui la performance è limitata dal grip al retrotreno, trarre conclusioni è complicato. La pausa estiva potrebbe ulteriormente cambiare i valori in campo di una stagione che si appresta ad entrare nella sua fase più calda.

LEGGI: “Le classifiche aggiornate Piloti e Costruttori del mondiale di F1”

Ascolta Paddock GP

Nell’ultima puntata di Paddock GP, Chiara Zambelli, Raffaello Caruso e Gabriele Bassi hanno commentato il GP d’Austria, undicesimo appuntamento del mondiale di F1 2022 che ha visto trionfare Charles Leclerc.

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Francesco Corona

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