13/08/2022

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GP Austria, molestie alle donne e non solo. Perché gli Orange non vengono puniti?

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Molestie alle donne e non solo nel GP d'Austria: Orange protagonisti e F1 in silenzio nello scrivere un brutto capitolo di questo sport.

Il bel weekend che ha visto trionfare la Ferrari di Leclerc al Red Bull Ring è stato purtroppo macchiato da alcuni spiacevoli eventi. La marea Orange in sostegno del campione del mondo in carica si è infatti resa protagonista di alcune molestie, in particolare alle donne, durante il GP d’Austria. Episodi che dovrebbero rimanere lontani dallo sport e per cui ancora non sono stati presi i giusti provvedimenti.

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GP Austria, molestie alle donne e non solo: cosa succede in F1?

La marea di maglie arancioni che si è riversata sul tracciato del Red Bull Ring è stata tanto bella da vedere quanto brutta per i fatti accaduti in Austria. Gli Orange in particolare sono stati infatti attori protagonisti di ciò che in realtà lo sport dovrebbe avere premura di proteggere. Sul tracciato austriaco si sono verificati episodi di molestie, accompagnati da insulti razzisti e mani che in tasca non ci sono state.

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Photo Credit: F1 Twitter

Come riportato da Diletta Colombo nel suo articolo per Automoto.it, sono state tante le donne che hanno raccontato un GP diverso da quello della sola sfida in pista. Vestiti sollevati per essere fan di Hamilton, n-word pronunciata senza alcun rispetto, pianti e attacchi di panico; sono molteplici i racconti al termine del GP d’Austria, storie che fanno rabbrividire e che spaventano, soprattutto di fronte a quella sensazione di indifferenza che si è respirata. Se si pensa poi al fatto che la denuncia non è partita dalla F1 stessa, allora forse è lecito pensare che qualcosa inizia davvero a non funzionare più.

La denuncia sui social ha smosso piloti e team, questi ultimi accorsi in aiuto di alcune donne con dei Pass VIP utili a dar loro un posto sicuro per poter continuare a vivere l’esperienza di un GP. Ma ciò che forse è giusto domandarsi è il perché queste azioni si sono rese necessarie durante un evento sportivo che, in teoria, dovrebbe avere a cuore quella parte che rende il tutto davvero magico e spettacolare. Le persone.

La voce delle donne contro il silenzio della F1

“Domani torneremo per la gara, ma sarà l’ultima volta che parteciperemo a questo GP”. Le parole di una delle tante ragazze vittima di molestie in Austria suonano come la più grande sconfitta che la F1 poteva incassare. Parole che oltretutto non hanno ricevuto risposta, se non un silenzio imbarazzante da parte di uno sport che sembrava essere rimasto distante da tali episodi.

Photo Credit: F1 Twitter

Per la F1, così come per altri sport, avere un tifo che riempie prati e tribune deve essere considerato un onore. E come tale va rispettato e protetto. Quanto accaduto in Austria sembra però l’epilogo di ciò che forse, in maniera meno pesante, aveva già preso il via. Senza freni infatti le situazioni degenerano per arrivare a quel punto di non ritorno che ora richiede una riflessione da parte di chi occupa i piani alti della F1.

Il messaggio #WeRaceAsOne portato avanti dal Circus appare, oggi più che mai, come una barzelletta; dietro a quanto successo in Austria non ci sono scelte economiche come quella di correre in Paesi come l’Arabia Saudita, ma ci sono persone tradite da ciò che pensavano essere un posto sicuro e di unione. Un momento di festa sporcato per sempre dalla paura di essere sbagliati, sensazione che nelle donne purtroppo diventa terribilmente forte.

Photo Credit: F1 Twitter

Perché dunque non intervenire su un pubblico che necessita di essere frenato? Le persone che colorano le tribune sono protagonisti tanto quanto chi in pista ci corre, ma come tali hanno bisogno di essere regolati; se i partecipanti allo sport non sono in grado di autogestirsi, come avviene per esempio nel curling, quella particolare magia viene oscurata, necessitando così di un intervento immediato per tornare ad essere quel luogo sicuro che le persone cercano. E in questo caso il silenzio della F1 non è quello degli innocenti, ma una terribile macchia indelebile che se non lavata in fretta rimarrà impressa per sempre. Stare in silenzio è dopotutto una scelta; peccato che, in questi casi, sia quella sbagliata.

Ascolta Paddock GP

Nell’ultima puntata di Paddock GP, Chiara Zambelli, Raffaello Caruso e Gabriele Bassi hanno commentato il GP d’Austria, undicesimo appuntamento del mondiale di F1 2022 che ha visto trionfare Charles Leclerc.

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Chiara Zambelli

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