13/08/2022

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Leclerc e gli errori Ferrari, tre indizi fanno una prova

Leclerc errori Ferrari Charles Leclerc
Charles Leclerc ancora una volta ha visto la sua gara rovinata dagli errori Ferrari: è necessaria una rivoluzione?

Alla chiusura del sipario sul primo tempo di questa stagione, Charles Leclerc può senza dubbio recriminare parecchio per gli errori commessi dalla Ferrari in ambito strategico. Seppur si possano individuare molteplici chiamate quantomeno discutibili nel corso dell’anno, sono fondamentalmente tre le occasioni in cui il monegasco ha visto la propria gara compromessa dal muretto in rosso, tutte le volte mentre si trovava in testa alla corsa.

Charles Leclerc mantiene la calma, ma gli errori Ferrari sono troppi

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” diceva Agatha Christie. Per quanto la citazione paia azzeccata, non è sicuramente necessario possedere le doti investigative della celebre autrice inglese per capire che i tre errori strategici commessi dal team Ferrari ai danni di Charles Leclerc abbiano radici profonde. La Scuderia in realtà è recidiva sotto questo aspetto, con alcuni abbagli riscontrabili anche nelle stagioni passate. Limitiamoci però ad analizzare gli episodi chiave di questo campionato, cercando di cogliere tra di essi degli elementi in comune.

Leclerc errori Ferrari Charles Leclerc Ungheria
Photo Credit: Scuderia Ferrari Media Centre

La disfatta di Monaco accende i riflettori sul problema

Il primo episodio dell’anno in cui la squadra modenese ha colpevolmente compromesso la gara del talento di Monaco è stato proprio in occasione del GP di casa. Le due rosse partono in prima e seconda posizione davanti alle due Red Bull; tutti e quattro calzano ovviamente le coperture full wet. Partiamo col dire che Ferrari aveva un vantaggio di passo considerevole, sia su asciutto che sul bagnato, con un Leclerc a fare da lepre sin dal via. La pista si asciuga rapidamente, con i primi piloti nelle retrovie che corrono il rischio di montare l’intermedia. Al sedicesimo giro è Perez a rompere l’equilibrio tra i primi, rientrando ai box.

A questo punto il muretto ha davanti a sé due possibilità: resistere in pista con le full wet per poi montare direttamente le slick, oppure coprire la sosta del messicano. Si opta per la seconda, confidando in un warm-up difficile per la gomma intermedia. All’ultimo momento però, Sainz prosegue su indicazione radio poiché già virtualmente oltrepassato dal diretto rivale. A questo punto avviene il disastro: Leclerc viene chiamato dentro al giro successivo nella speranza che il distacco sul messicano basti a tenerlo davanti a momento della sosta. Così non è, con l’alfiere della rossa che scivola virtualmente in seconda posizione.

Leclerc errori Ferrari Charles Leclerc Monaco
Photo Credit: Scuderia Ferrari Twitter

A questo punto la confusione Ferrari è totale: proprio quando il monegasco sta iniziando a macinare ottimi tempi pitta di nuovo per il passaggio alle gomme da asciutto, con appena 3 giri completati sulle intermedie. Un errore nel calcolo del distacco tra le due rosse per la doppia sosta gli costa altri due secondi, decisivi nel consentire l’overcut di Verstappen al ventitreesimo passaggio, dopo che anche lui aveva effettuato il doppio cambio full wet-intermedia, intermedia-slick. La gara termina sostanzialmente qui.

Leclerc ancora vittima degli errori Ferrari a Silverstone

Di più semplice lettura la battuta a vuoto registrata in Gran Bretagna, con ancora una volta una errata lettura dei distacchi in previsione di un rientro ai box simultaneo. Leclerc è in testa alla corsa, con un vantaggio di passo sensibile sul compagno di squadra in seconda posizione nonostante l’ala anteriore danneggiata; terzo un superlativo Lewis Hamilton con gomma più fresca delle due rosse.

Al trentanovesimo giro un problema tecnico alla Alpine di Esteban Ocon provoca l’uscita della Safety Car, invitando tutti i piloti ad un Pit “economico” in termini di tempo perso. In quell’esatto momento il leader della corsa ha un vantaggio di circa cinque secondi su Sainz all’ingresso di curva 15, la cosiddetta Stowe. Da li ad arrivare all’ingresso della Pit lane il distacco cronometrico tra i due sale sensibilmente a causa della bassa velocità, abbastanza da consentire un ipotetico doppio cambio gomme con relativo agio.

Leclerc errori Ferrari Leclerc Sainz  Silverstone
Photo Credit: Scuderia Ferrari Twitter

Il team però è di altro avviso, perciò si decide di dotare delle gomme soft solo lo spagnolo, lasciando fuori Leclerc. Alla ripartenza il monegasco fa quel che può, ma nonostante delle manovre da vero asso, difendersi con gomme dure usate da 17 giri contro avversari dotati di coperture morbide nuove risulta impossibile. Da primo, chiude in quarta posizione.

Ferrari tocca il fondo in Ungheria con un errore imperdonabile

Si arriva dunque all’ultimo capitolo in ordine di tempo di quella che si può definire come una vera e propria saga degli errori. Dopo un avvio paziente, in cui Leclerc non era riuscito a sfruttare a pieno il suo ritmo alle spalle del compagno di squadra (altro aspetto su cui lavorare a Maranello), un overcut gli aveva consentito di salire in seconda posizione e mettersi all’inseguimento di George Russell, poi superato in seguito ad un duello meraviglioso.

GP Ungheria Ferrari
Photo Credit: Scuderia Ferrari Media Centre

Con pista libera il monegasco mostra un passo su gomma media di altissimo livello: le temperature sensibilmente più basse rispetto al venerdì non favoriscono la Rossa, ma anche senza la superiorità schiacciante mostrata durante le libere, Leclerc è il più rapido in pista. È in questa fase della corsa che i team valutano come affrontare l’ultimo stint di gara. La maggior parte dei piloti è su una strategia a due stop, con le Alpine che invece contano sulla gomma dura per terminare la corsa risparmiando una sosta sul resto del gruppo.

LEGGI: “GP Ungheria, Ferrari: ci sei o ci fai?”

Analisi passi gara Ferrari GP Ungheria

I due ferraristi sono obbligati a cambiare mescola per regolamento, avendo montato un secondo set di medie dopo il primo stop. La scelta deve quindi ricadere tra gomma dura e gomma soft. Verstappen, che aveva già smarcato la gomma rossa dopo il primo stint, tenta un undercut al giro 38, calzando ancora la media, chiaramente la migliore in queste condizioni. Ferrari a quel punto decide di abbandonare la soluzione più prestazionale in quel momento per coprire Verstappen, dietro a Leclerc di oltre sette secondi al momento del Pit, per condannare il numero 16 alla peggior gomma possibile in quel frangente.

1° Stint2° Stint3° Stint4° Stint
Leclerc1.24.11.23.61.23.61.22.1
Alonso1.25.61.25.0
Verstappen1.24.51.23.61.22.9
Media passi gara per ogni stint (I colori indicano la mescola utilizzata)

Il monegasco, che aveva percorso 21 giri sul primo set di gomme a banda gialla e solo 17 sul secondo, non può nulla contro avversari meglio attrezzati di lui. La mescola più dura non consente agli pneumatici di entrare in temperatura, come risulta evidente dalla media dei passi gara registrati per ogni stint. Il ritmo medio di Leclerc su gomma bianca è pressoché identico a quello sulla media, nonostante l’auto notevolmente più leggera. Il risultato è una sosta in più (per montare le soft che hanno funzionato egregiamente) e un sesto posto al traguardo.

charles Leclerc Ungheria
Photo Credit: Scuderia Ferrari Twitter

Leclerc ha pagato le conseguenze delle scelte di un reparto da stravolgere

Tutti gli errori analizzati hanno in comune degli elementi caratterizzanti, più o meno significativi. Il primo è un aspetto prettamente tecnico, ovvero la grande difficoltà nell’interpretazione dei modelli di previsione del comportamento degli pneumatici e della lettura in tempo reale dei distacchi. Molte delle scelte che sono state prese derivano direttamente da una valutazione errata del comportamento delle varie mescole a seconda di fattori esterni e delle situazioni di gara, come le temperature, la gommatura del tracciato o i tempi di warm-up in seguito alle ripartenze da condizioni di corsa neutralizzata.

Un altro fattore rilevante poi è quello umano: la gestione dei piloti e dei rapporti di forza all’interno del team non è ancora da mondiale e si vede. A questo punto probabilmente, almeno per quanto riguarda l’area strategica, occorrerebbe abbandonare la linea della stabilità intrapresa dalla Scuderia per tentare di dare uno scossone a una componente tanto fondamentale quando si vuole compiere il definitivo salto di qualità.

Ascolta Paddock GP

Ascolta l’ultima puntata di Paddock GP in cui Raffaello Caruso, Chiara Zambelli e Gabriele Bassi hanno commentato il GP d’Ungheria col pilota Matteo Nannini.

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Francesco Corona

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