13/08/2022

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Max Verstappen: campione vero o semplice fortuna?

max verstappen campione
Il titolo conquistato nel 2021 ha lasciato non pochi dubbi sul pilota olandese: Max Verstappen è un vero campione o la sua è semplice fortuna?

La fine del mondiale 2021 di F1, che ha visto Max Verstappen conquistare il primo titolo iridato della sua carriera, ha lasciato non pochi dubbi; l’impresa compiuta dal pilota olandese è infatti passata in secondo piano, una semplice fortuna dettata da una cattiva gestione dell’ultima gara del mondiale. Quel che il 2022 ha però mostrato sembra cancellare ogni perplessità; Max Verstappen dunque è un vero campione o la sua è semplice fortuna?

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Max Verstappen: baciato dalla (s)fortuna?

Chi vince è l’eroe chi perde invece forse non merita più l’appellativo di campione guadagnato. Lo sport ultimamente impone questa mentalità, cancellando ciò che si è fatto in un passato più o meno recente e tenendo in considerazione solo quell’ultimo momento che assegna un titolo. Non è però questo ciò che ha vissuto Max Verstappen al termine di quell’ultima gara disputata ad Abu Dhabi; una corsa decisa all’ultimo giro che è valsa al pilota olandese il suo primo sognato titolo iridato in F1.

Una vittoria che prima di tutti è stata vista come un risultato voluto dalla semplice fortuna; la Safety Car provocata da Nicholas Latifi ha infatti favorito l’attuale numero 1 del Circus. La seguente gestione confusionaria della gara più importante del mondiale ha poi oscurato quanto fatto da Verstappen. Un primo titolo trasformatosi in una conquista grazie ad un favore che la FIA, nella persona di Michael Masi, ha concesso al pupillo di casa Red Bull.

verstappen campione
Photo Credit: Red Bull Content Pool

Max Verstappen è così passato dalla parte del cattivo, come colui che ha derubato Lewis Hamilton di quell’ottavo titolo che gli avrebbe permesso di riscrivere la storia. Una vittoria che, in questi termini, non può essere definita come una fortuna. In un istante infatti sono stati cancellati sia l’intero mondiale che la carriera che ha portato Verstappen a giocarsi il titolo contro chi di mondiali ne ha vinti ben sette. Un epilogo che solo Nico Rosberg era riuscito a raggiungere contro un Hamilton che sembrava imbattibile.

Max Verstappen: il campione del mondo messo in ombra

“Max Verstappen, you are the world champion”. Sono queste le parole riecheggiate nel team radio che Christian Horner ha riserbato al suo pilota dopo la bandiera a scacchi sul GP di Abu Dhabi. E sono queste le parole con cui ognuno, a prescindere da tifo e simpatie, dovrebbe riconoscere Max Verstappen. La F1 negli anni ha infatti insegnato che può essere imprevedibile da un lato e spietata da un altro. Soprattutto a livello mentale. Quel giovane Max arrivato nel Circus, forse troppo presto, questi aspetti li ha provati sulla sua pelle, domandoli fino ad arrivare a quell’obiettivo che ogni pilota di F1 sogna.

verstappen
Photo Credit: Red Bull Content Pool

La fortuna e la gestione assurda del finale di Abu Dhabi sono certo protagoniste indiscusse; ma si può davvero ridurre un’impresa lunga un intero campionato a quelle poche curve finali? Per vincere un titolo mondiale bisogna combattere e sudare dall’inizio alla fine; e questo Max Verstappen lo ha fatto. Quel toro un po’ troppo scatenato che forse troppo giovane aveva iniziato la sua carriera tra i grandi del Circus, si era infatti finalmente trasformato.

E un’ulteriore conferma arriva anche dalle gare corse finora in questo 2022. Quel titolo mondiale finalmente conquistato ha portato Verstappen a raggiungere quella completezza a cui non tutti possono arrivare. Una forza mentale difficile da incrinare, una guida oggi consapevole che non sempre vincere di forza è la miglior soluzione. Una maturità finalmente raggiunta e che oggi mostra all’intero Circus che lui quel titolo lo ha meritato davvero. Perché è vero che a volte non è tutto oro quel che luccica; ma su Max Verstappen quel luccichio è davvero troppo per pensare di poterlo negare.

Ascolta Paddock GP

Ascolta l’ultima puntata di Paddock GP in cui Raffaello Caruso, Chiara Zambelli e Gabriele Bassi hanno commentato il GP di Ungheria assieme al pilota automobilistico Matteo Nannini.

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Chiara Zambelli

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