24/09/2022

Rossomotori.it

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Prototipi Dallara, dalle Lancia alle LMDh Cadillac e BMW

Dallara LMP2 Cetilar 2019

Credit: Archivio Pellegrini

Dallara in formato Endurance: dalle collaborazioni con Lancia e Ferrari alle ultime LMDh di Cadillac e BMW.

L’impegno di Dallara nell’Endurance e progettazione dei Prototipi si fa sempre più massiccio. Un viaggio alla scoperta delle prodezze della factory italiana: dalle collaborazioni con Lancia e Ferrari al trionfo assoluto alla 24h di Daytona 2002, dalle straripanti Cadillac DPi alle LMP1 e LMP2, sino alle nuove LMDh Cadillac e BMW.

Dallara e l’Endurance coi Prototipi, un binomio pluridecennale che si rinsalda con i nuovi progetti LMDh di Cadillac e BMW

Al nome “Dallara”, in tanti si lasciano andare ad una espressione interdetta. Ma per i più incalliti ed esperti appassionati di motorsport, il costruttore italiano con sede a Varano de’ Melegari incarna un autentico pilastro portante. In tanti anni di attività, l’azienda fondata da Giampaolo Dallara ha saputo imporsi al livello internazionale. Dici Dallara e pensi agli innumerevoli successi e consensi nei più disparati campionati Formula 3, alla IRL/IndyCar, alla IndyLights, alle attuali e redivive Formula 3 e Formula 2, alle GP2 e World Series by Nissan/Renault che furono, alla Superformula (ex Formula Nippon), alla Formula E e, ovviamente, alla Formula 1.

Dallara Formula 1 BMS Scuderia Italia
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Erano i tempi della BMS Scuderia Italia (1988-1992), ai quali faranno seguito – in epoche più recenti e attuali – le collaborazioni con HRT e Haas.

Dallara, tuttavia, è anche sinonimo di Endurance, Sport e Prototipi.

Dallara al servizio di Lancia e Ferrari

La collaborazione con la Lancia costituisce, senza dubbio, un importantissimo tassello nella vita aziendale della Dallara.

Dallara e Lancia tracciano assieme un solco indelebile grazie a vetture che riscrivono e rivoluzionano la storia tecnica e sportiva di tutto il motorsport internazionale.

Lancia galleria
Photo Credit: Dallara Group

Nei rally, il binomio Dallara-Lancia dà vita alla mitica Lancia Stratos-Ferrari Gruppo 4 e alla altrettanto mitologica 037 Gruppo B.

Lancia Rally e Endurance
Photo Credit: Goodwood Festival of Speed

Per quanto concerne l’Endurance su pista, Dallara e Lancia colgono importanti successi con tre diverse classi di vetture, tutte marchiate Lancia: la Beta Montecarlo Gruppo 5, la LC1 Gruppo 6 e la LC2, senza dubbio uno dei più rappresentativi Prototipi Gruppo C.

Lancia LC1 Gruppo 6
Photo Credit: Centro Storico FIAT

Concettualmente, la Lancia LC1 riprende alcune soluzioni lanciate dalle prime Dallara Sport, azionate da motori Fiat 1000 e 1300. Queste splendide “barchette” possono presentare ruote – anteriori e posteriori – integralmente carenate. Una soluzione non inedita (basti pensare alla celeberrima Cadillac “Le Monstre” del 1950 o alle immortali Lotus XI di fine Anni ‘50) ma diffusamente ripresa tra la fine degli Anni ‘70 ed i primi Anni ‘90.

Dallara prototipi Lancia LC2 Gruppo C
Photo Credit: Dallara Group

Dietro ai progetti delle Lancia Beta Montecarlo, LC1 e LC2 – tra gli altri – vi è quel Giorgio Camaschella che ritroveremo con forza anche nel progetto della Ferrari 333SP.

Passano gli anni ma il “vizio” di primeggiare e vincere continua a caratterizzare la azienda parmense. A metà Anni ‘90, si materializza il ritorno del Marchio Ferrari nelle corse riservate alle vetture Sport. Stiamo parlando, ovviamente, della già citata Ferrari 333SP, “barchetta” inizialmente nata per soddisfare i regolamenti IMSA WSC ma, successivamente, evoluta e preparata anche per assecondare i più disparati regolamenti europei, nordamericani e internazionali (LMP1, LMP, SR1, Can-Am/CA/United States Road Racing Championship, SR/Grand-American Road Racing Championship, SportsRacing Car/SportsRacing World Cup, SportRacing Prototype/SRP/Grand American Rolex Sports Car Series).

Dallara prototipi Ferrari 333SP IMSA Sebring 1996
Photo Credit: IMSA

L’aerodinamica della 333SP è curata da Camaschella, all’epoca in Ferrari, grazie all’impiego della Galleria del Vento Dallara. La parte telaistica è realizzata dalla Dallara stessa.

Ferrari 333SP IMSA
Photo Credit: IMSA

La gloriosa e produttiva attività agonistica della 333SP – frutto della collaborazione tra Ferrari, Dallara e Michelotto – dura dal 1994 al 2003.  

Dallara dietro ai prototipi Toyota GT-One e Audi LMP900/LMP1

Nel 1998, alla 24 Ore di Le Mans, fa il proprio debutto la Toyota GT-One di classe GT1. La vettura nipponica è anch’essa frutto della collaborazione con Dallara. La breve carriera della GT-One si esaurisce già a fine 1999. Dopo aver partecipato a due edizioni della 24 Ore della Sarthe (nel 1999 è iscritta nella classe GTP-Le Mans GT Prototype), il Prototipo prende parte alla 1000 km del Fuji: ancora una volta, non va oltre il 2° posto assoluto (Ukyou Katayama/Toshio Suzuki/Keiichi Tsuchiya).

Dallara prototipi Toyota GT-One
Photo Credit: Fuji Speedway Press

Contemporaneamente, Dallara collabora al progetto della Audi R8R di classe LMP, vettura impegnata nel biennio 1999-2000. In quel periodo, Audi Sport schiera anche la interessante ma problematica e inaffidabile Audi R8C, Prototipo di classe GTP che prenderà parte alla sola 24 Ore di Le Mans 1999. Per la realizzazione di quest’ultima vettura, tuttavia, Audi si affida alla Racing Technology Norfolk (RTN).

Audi R8 Le Mans 2001
Photo Credit: Archivio Piero Collino

Nel 2000, debutta l’Audi R8. Questa straordinaria vettura Sport di classe LMP, LMP900 e LMP1 – capace di primeggiare tra il 2000 e l’inizio del 2006 – nasce grazie alla rinnovata collaborazione con la Dallara. È sempre l’azienda italiana a curare la realizzazione della scocca in fibra di carbonio dell’Audi R10 TDI LMP1, vettura Sport-Prototipo attiva con estremo successo tra il 2006 ed il 2010, anche sotto le insegne del team Kolles.

Il sodalizio Audi-Dallara prosegue con le R15 TDI (2009) e R15 Plus (2010), tanto all’avanguardia e originali quanto controverse Sport-Prototipi LMP1 le quali, tuttavia, hanno regalato alla Casa di Ingolstadt ulteriori successi. 

Audi R18 TDI Le Mans 2011
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Il matrimonio con Audi prosegue con le R18 TDI e R18 e-tron quattro, Prototipi LMP1 attivi tra il 2011 ed il 2013. Le ultime generazioni di Audi R18 (2014-2016) vengono realizzate in collaborazione con la YCOM – azienda nata nel 2008 con sede a Collecchio (Parma), fondata da Nicola Scimeca e Mario Saccone (ex Dallara) –, coinvolta anche nei progetti R10 e R15. 

Prototipi Chrysler LMP e Dallara SP1, spicca il trionfo a Daytona

Nel 2001, Dallara entra prepotentemente in scena nell’Endurance internazionale anche con una propria nuova Sport-Prototipo di classe LMP900, la SP1. La carriera della SP1, tuttavia, inizia sotto le insegne della Chrysler. La Casa americana rimarchia le vetture emiliane col nome di Chrysler LMP. Il Viper Team Oreca/Team Playstation si occupa della gestione delle vetture sui campi gara. Il debutto avviene a Donington Park, gara valevole per la European Le Mans Series e American Le Mans Series Championship.

Chrysler Dallara LMP 2001
Photo Credit: Archivio Pellegrini

L’attività delle Dallara-Chrysler si esaurisce ben presto, all’indomani della 24 Ore di Le Mans 2001.

Frattanto, negli USA, la Dallara SP1 di classe SRP (SportRacing Prototype) debutta in novembre in occasione della Daytona 3 Hours, prova finale del Grand American Rolex Sports Car Series. Il team è il Doran Lista Racing.

Chrysler Dallara Le Mans 2001
Credit: Archivio Piero Collino

Il Grand-American Road Racing Championship 2002 si apre nel migliore dei modi. Didier Theys/Fredy Lienhard/Max Papis/Mauro Baldi trionfano alla 24 Ore di Daytona, alternandosi al volante della Dallara SP1 #DO 001-Judd GV4 V10/72° 4000cc N/A. La concorrenza nella classe SRP è fatta di Crawford SSC2K-Judd, Ferrari 333SP, Riley & Scott Mk III-Ford e Chevrolet, Ascari KZR-1-BMW e Judd, Lola B2K/10-Judd e Porsche, Riley & Scott Mk III C-Elan e Judd, Kudzu DLY-Mazda, Norma M2000-01-Ford.

Il Team Oreca, intanto, schiera la bella e competitiva Dallara SP1 nelle prove del FIA Sportscar Championship (classe SR1) e alla 24 Ore di Le Mans (LMP900).

Dallara e Audi Le Mans
Photo Credit: Archivio Piero Collino

Nel 2003, il Doran Lista Racing schiera la Dallara SP1 nella American Le Mans Series (LMP900).

Nel biennio 2004-2005, il Rollcentre Racing, lo Spinnaker by Clan Des Tea sono i team che portano in pista e in gara la LMP1 costruita a Varano de’ Melegari.

Dallara SP1 Le Mans
Photo Credit: Archivio Piero Collino

Il miglior piazzamento alla 24 Ore di Le Mans colto dalla Dallara SP1 rimane il 4° posto assoluto (e 3° di classe LMP900) del 2001. Protagonisti di quell’ottimo risultato sono Olivier Beretta/Pedro Lamy/Karl Wendlinger e la Chrysler LMP #DO 002 (Dallara)-Chrysler Mopar V8/90° 5998cc N/A.

Chrysler Dallara Le Mans 2001
Photo Credit: Archivio Piero Collino

Una… Doran per la Grand-Am

Nel 2008, Dallara intraprende un altro impegno Endurance in terra nordamericana. Il costruttore parmense, infatti, acquista la licenza della Doran per partecipare al campionato Grand-Am. Una serie, quella statunitense, che faceva della semplicità delle vetture – Prototipi e GT – la propria bandiera.

I caratteristici (ma poco attraenti) Daytona Prototype costituivano la classe regina del campionato. Agli albori della classe, anche la Picchio di Ancarano (Teramo) realizza un originale Daytona Prototype. 

Dallara modifica la precedente vettura Doran dando vita alla DP01. La vettura viene gestita dai team Doran Racing, SunTrust Racing, Michael Shank Racing. Azionata da V8 aspirati 5000cc Pontiac, Ford e Chevrolet, la Dallara DP01 è attiva tra il 2008 ed i test di Daytona 2013. Vince la sua prima corsa nell’anno d’esordio, in occasione della 250 Miles Infineon, grazie a Max Angelelli/Michael Valiante.

Dallara Grand-Am
Photo Credit: Goodwood Road & Racing

Fatto curioso: sfruttando il telaio della Dallara DP01 #003, verrà realizzato anche un esemplare di Chevrolet Corvette Daytona Prototype (gli altri sfruttano telai Riley e Coyote), impegnato con successo nelle mani del SunTrust Racing e Wayne Taylor Racing.

Dallara Chevrolet Corvette DP
Photo Credit: Detroit Grand Prix-detroitgp

Assieme alla Riley Mk XXVI, la Chevrolet Corvette DP costituisce l’ultima generazione di Daytona Prototype, rivista e corretta rispetto alle prime generazioni di Prototipi Grand-Am.

LMP2 e LMP1: i progetti P217 e BR1

Il nuovo corso della classe LMP2 inizia nel 2017. In quell’anno, debuttano i nuovi Prototipi della classe cadetta. ACO ha selezionato e scelto solo quattro costruttori: Dallara, Riley-Multimatic, Ligier (Onroak Automotive) e Oreca. Il motore, uguale per tutti, è fornito dalla Gibson Technology (ex Zytek). Ne nasce una classe pesantemente svuotata di contenuti. Dallara è ai blocchi di partenza col modello P217.

Nel 2017, tuttavia, la LMP2 si fa apprezzare: la competizione tra i quattro costruttori è viva e le prestazioni a dir poco esuberanti. Basti pensare che, alla 24 Ore di Le Mans 2017, la Dallara P217 Cetilar Villorba Corse ottiene la terza miglior velocità massima assoluta: 337 km/h, alle spalle della Enso CLM P1/01-Nismo LMP1 (340,2 km/h) e pari alla “top speed” segnata dalla Oreca 07 LMP2 G-Drive Racing #26 (337 km/h).

Le P217, affidate a team privati, partecipano a gare del World Endurance Championship, European Le Mans Series, Asian Le Mans Series e IMSA. Le P217 sono attive tra il 2017 ed il 2021.

Dallara P217 LMP2
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Il Prototipo italiano – benché la versione low drag sia inizialmente afflitta da una cronica mancanza di deportanza all’avantreno – si rivela competitivo, cogliendo ottimi risultati tanto in ELMS quanto in altre gare. Alla 24 Ore di Le Mans 2017, il team debuttante Cetilar Villorba Corse (Roberto Lacorte/Giorgio Sernagiotto/Andrea Belicchi) porta la propria Dallara P217-Gibson sino al 9° posto assoluto (7° di classe LMP2). In quell’occasione, tutte le Dallara P217 prendono parte alla gara con il muso in configurazione “high downforce”, constatata l’impossibilità di utilizzo di quello “low drag”.

Dallara LMP2 Le Mans 2017
Photo Credit: Archivio Pellegrini

La prima vittoria si concretizza in occasione della 4 Ore di Le Castellet (ELMS), grazie a SMP Racing e Matevos Isaakyan/Egor Orudzhev.

I team impegnati in LMP2, tuttavia, hanno preferito orientarsi verso il più competitivo e versatile telaio Oreca 07. Questa scelta pressoché unificata ha sancito, nella sostanza, la graduale ma inesorabile scomparsa dei telai Dallara, Ligier e Riley-Multimatic (quest’ultimo modello, denominato Mk.30, non ha mai preso piede in qualità di LMP2).

Dallara LMP2 Le Mans 2019
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Nel 2018, Dallara si getta nella mischia della classe regina del WEC, la LMP1. Lo fa grazie alla interessante BR Engineering BR1.

Come si evince, il ritorno della Dallara in LMP1 nasce dalla collaborazione con la azienda russa facente capo a Boris Rotenberg.

La BR Engineering aveva, in precedenza, schierato una altrettanto interessante LMP2, la BR 01-Nissan VK45DE – attiva nel biennio 2015-2016 – progettata da Paolo Catone e realizzata ed assemblata in Italia presso aziende del settore, tra cui la YCOM e la ARS Tech.

Dallara BR1 LMP1 Le Mans 2019
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Il prodotto della partnership tra Dallara e BR Engineering è la BR1, Prototipo portato in gara dai team Dragonspeed e SMP Racing.

Dallara BR1-AER LMP1 2019
Photo Credit: Archivio Pellegrini

Ottimamente concepita e realizzata, la BR1 palesa prestazioni di prim’ordine. Essa può accogliere molteplici motorizzazioni; a tal proposito, Dragonspeed opta per il Gibson GL458 V8/90° 4500cc N/A, SMP Racing, invece, si affida all’AER P60B V6/90°, sovralimentato mediante due Turbo Garrett.

Dallara BR1-Gibson LMP1 2019
Photo Credit: Archivio Pellegrini

I risultati sono estremamente positivi, impreziositi dal 3° posto assoluto colto alla 24 Ore di Le Mans 2019. In quella circostanza, il merito va alla BR Engineering BR1 #002 (Dallara) SMP Racing ottimamente condotta da Vitaly Petrov/Stoffel Vandoorne/Mikhail Aleshin. Entrambe le Dallara BR Engineering BR1-AER SMP Racing si dimostrano estremamente veloci, conquistando la vetta delle migliori punte velocistiche: 350,1 km/h per la #11, 347,8 km/h per la #17. La 24 Ore di Le Mans 2019, tuttavia, è anche la corsa che pone fine alla fulminea carriera agonistica della Dallara/BR1 LMP1.

Sempre più prototipi: dalla Cadillac DPi alle nuove Cadillac e BMW LMDh

Terminata l’era dei Daytona Prototype ereditati dalla Grand-Am, l’IMSA introduce una nuova classe di Prototipi: i Daytona Prototype International (DPi). È il 2017. Come da regolamento, i DPi debbono essere estrapolati a partire dalle vetture di classe LMP2 2017. La Dallara P217, pertanto, costituisce la base di partenza sulla quale viene realizzata la Cadillac DPi-V.R., le cui forme di muso e carrozzeria posteriore – al pari della P217 LMP2 – sono palesemente ispirate a quelle della Porsche 919.

Photo Credit: Cadillac Performance

A spingere la Cadillac DPi è il V8/90° Cadillac aspirato di 6162cc di cilindrata. L’epopea della Dallara-Cadillac DPi è storia di questi anni, di questi giorni. Il Prototipo ha letteralmente dominato la scena IMSA dal 2017 ad oggi. Se la classe DPi si è rivelata un mezzo flop (poco interesse e impegni da parte dei costruttori più che saltuari), Dallara e Cadillac hanno onorato al meglio la classe regina dell’IMSA. Il Prototipo italo-americano, infatti, ha preso parte a tutti i campionati dal 2017 ad oggi, riscuotendo grande successo presso i team. 

Dall’esperienza della affidabile e veloce prototipo Cadillac DPi, sta nascendo la Dallara Cadillac LMDh. Il rinnovato binomio, pertanto, punta in alto: non solo IMSA ma anche WEC e, ovviamente, 24 Ore di Le Mans. I primi riscontri in pista sembrano positivi.

Dallara Cadillac LMDh
Photo Credit: Cadillac Performance

Le nuove LMDh – Prototipi che, di fatto, rimpiazzano anzitutto i Daytona Prototype International – altro non sono che variazioni sul tema dei DPi. Il concetto alla base, infatti, è il medesimo: Prototipi di derivazione LMP2 (scocca, fondo, diffusore posteriore, ecc.) ad uso e consumo delle Case.

Dallara BMW LMDh
Photo Credit: BMW Motorsport

Ma se i DPi non hanno mai potuto gareggiare contro le LMP1, le più semplici LMDh dovranno vedersela con le Le Mans Hypercar.  Sulla base della nuova scocca Dallara LMP2 sta nascendo anche la BMW LMDh, la quale debutterà nel 2024. I due gruppi di lavoro impegnati a Varano de’ Melegari debbono necessariamente rimanere separati e non entrare in contatto, così da evitare scambi di informazioni e preservare al meglio la segretezza di entrambi i progetti. Il responso, ora, passa alla pista.

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Paolo Pellegrini

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