01/10/2022

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Ferrari e Leclerc, la Safety Car lascia l’amaro in bocca

Ferrari Leclerc Safety Car Monza
Ferrari rischia con Leclerc, ma le due Safety Car non vanno incontro al team di casa e regalano una facile vittoria a Verstappen.

Non è stato un Gran Premio d’Italia di facile lettura quello della Ferrari e in particolare di Leclerc, con la Safety Car che ha giocato un ruolo da protagonista. Le due neutralizzazioni della corsa hanno influenzato in modo importante le strategie dei protagonisti, in un finale che a conti fatti, sarebbe potuto essere diverso.

Ferrari rischia con Leclerc, ma la Virtual Safety Car termina troppo presto

Tradizionalmente l’Autodromo di Monza è una pista poco severa sugli pneumatici, principalmente per via del layout caratterizzato da poche curve e da lunghi rettilinei nei quali la temperatura delle gomme tende ad abbassarsi. Le strategie più gettonate al via quindi non lasciavano molto spazio all’immaginazione, con la singola sosta come unica opzione percorribile. Sulla griglia di partenza i due favoriti alla vittoria finale si presentano entrambi con gomma rossa: Leclerc per tentare di scappare, Verstappen per districarsi con disinvoltura nel traffico.

Ferrari Leclerc Safety Car Monza partenza
Photo Credit: Scuderia Ferrari Twitter

L’avvio dell’olandese è rabbioso, con un rimonta che in pochissimi giri lo porta alle spalle del ferrarista. A questo punto notiamo come i passi dei due siano sostanzialmente sovrapponibili, con Verstappen che recupera circa un decimo a tornata, potendo godere della scia; il valore di quest’ultima è stato quantificato dallo stesso Mattia Binotto in circa due/tre decimi al giro. La svolta arriva al dodicesimo passaggio, con l’entrata della VSC per permettere la rimozione dell’Aston Martin di Vettel. Ferrari rischia e si porta su un altro piano di gara montando le medie, visto anche l’ottimo passo di Carlos Sainz partito proprio su quel compound.

È giusto notare che se Ferrari non avesse effettuato il Pit Stop, sarebbe stato probabilmente Verstappen ad optare per la strategia a due soste. La scelta è coraggiosa ma interessante, col team di casa che si riserva la possibilità di sfruttare la gomma soft nuova risparmiata durante le qualifiche, contando su una sosta “economica”. La Virtual Safety Car però termina mentre il monegasco sta ancora percorrendo la Pit Lane, limitando il risparmio in termini di tempo.

Ferrari Leclerc Safety Car Qualifiche Monza
Photo Credit: Scuderia Ferrari Twitter

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Verstappen fantastico sulle gomme, Ferrari con poco da recriminare

Da quel punto in poi i due corrono una gara a distanza, con il leader del mondiale che allunga il suo stint sulle rosse fino al ventitreesimo passaggio, quando monta un set di gomme medie per andare direttamente alla bandiera a scacchi. Da lì in poi il suo ritmo è irresistibile, con il distacco tra lui e Leclerc che scende inesorabilmente fino al giro 33, quando il pilota della Rossa rientra ai box per tornare sulle soft che tanto bene avevano funzionato a inizio gara. Il passo di Verstappen però è irresistibile anche con gomma usata, riuscendo a contenere le perdite intorno ai tre decimi al giro.

Ferrari Leclerc Safety Car Verstappen Monza
Photo Credit: Oracle Red Bull Racing Twitter

A questo punto viene da chiedersi se la scelta compiuta dalla squadra italiana non sia stata una scommessa troppo rischiosa. La sensazione è che il campione del mondo in carica avesse un passo gara semplicemente troppo veloce. Tuttavia non si può escludere a priori che avremmo visto un esito diverso se l’andamento della corsa avesse seguito un andamento più regolare. L’interruzione anticipata della VSC ha sicuramente penalizzato Leclerc, il quale dopo l’ultimo cambio ruote sarebbe rientrato in pista a “soli” tredici secondi da Verstappen con venti tornate ancora da percorrere.

In una gara lineare poi, senza interruzioni, non sarebbe stato facile per Red Bull sopravanzare in pista una Ferrari rapidissima sul dritto, con un rischio concreto di rivivere quanto successo a Lewis Hamilton nel 2019. Proprio la velocità in rettilineo avrebbe probabilmente dato delle chance importanti al talento ferrarista in caso di una ripartenza da regime di Safety Car a pochi giri dal termine. Un finale al cardiopalma che però non si è verificato e che lo straordinario pubblico di Monza avrebbe certamente meritato.

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Francesco Corona

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