01/12/2022

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F1 2022, Top & Flop costruttori: i migliori e i peggiori della stagione

Red Bull F1 costruttori
Al termine della stagione di F1 2022, ecco i nostri Top ed i nostri Flop per i costruttori che si sono scontrati in pista.

Con il termine del campionato di F1 2022, in casa Rossomotori.it si tirano le somme con i Top e Flop dei costruttori che vi hanno partecipato. Di seguito sono identificati tre team che ci hanno positivamente sorpreso durante il corso di questa stagione, e tre che invece ci hanno lasciato con l’amaro in bocca. Cercare di limitare solo a tre le nostre osservazioni è stato un compito arduo, così come lo è stato per lo speculare articolo dedicato ai piloti della massima serie automobilistica. Continuando a leggere potrete vedere se siete d’accordo con in nostri Top e Flop per i costruttori della stagione di F1 2022.

LEGGI: Classifiche piloti e costruttori 2022

F1 2022, Top e Flop costruttori: i promossi a pieni voti

Oracle Red Bull Racing

Gli unici veri e propri vincitori di questa stagione. Con le quindici vittorie di Super Max, avrebbero potuto essere più impeccabili solo se avessero ottenuto una doppietta anche nel campionato piloti. Partiti un po’ in sordina a causa dei problemi di affidabilità, poi hanno macinato successo dopo successo. La squadra del toro è stata implacabilmente dominante, e gli errori di inizio stagione sembrano quasi uno scherzo fatto per illudere i rivali ferraristi di aver mai avuto qualche speranza. Unico neo dell’annata pulitissima gli screzi tra Verstappen e il suo secondo che, castrato dei sogni di vittoria, si deve accontentare di un terzo posto. Red Bull è la riprova che non serve mantenere l’armonia all’interno del box per vincere: i risultati di un fuoriclasse a cui vengono forniti gli strumenti adatti per avere successo, prima o poi arrivano. Prendere nota.

Red Bull F1 costruttori
Photo Credit: Red Bull Racing Twitter

Mercedes AMG Petronas

Il perfetto esempio sportivo della resilienza. Cominciano la stagione con una monoposto saltellante e poco competitiva, vengono doppiati ma non desistono. Gara dopo gara Sir Lewis, il neopromosso George Russell e tutta la squadra migliorano e si accostano alle prime posizioni, arrivando fino a porre una seria ipoteca sul secondo posto in campionato (anche grazie agli errori Ferrari). Vincono persino in Brasile, dimostrando una volta per tutte che gli anni scorsi i risultati non sono stati “solo merito della macchina“. Mercedes riesce a massimizzare là dove altri a parità di progetto non ci avrebbero neanche provato, e infine ne emerge vittoriosa. Ora, cestinata la W13, non vediamo l’ora di scoprire cos’hanno in serbo per la prossima stagione.

Mercedes F1
Photo Credit: Mercedes AMG Twitter

Haas F1 Team

Impossibile non includerli tra i successi. Basta pensare all’anno scorso, quando lottavano regolarmente con la Williams per le ultime posizioni in classifica, e compararlo con questo, in cui hanno ottenuto persino una pole position. Sembra un sogno, una vera e propria favola sportiva di anatroccoli che si trasformano, anche se solo per una notte, in cigni. Fuor di metafora, invece, Gene Haas è stato indirettamente aiutato dal conflitto in Ucraina, che ha cacciato Mazepin e permesso a Magnussen di tornare e trainare la squadra. Sua la pole, suoi i punti del team per la maggior parte, a mettere la firma su una collaborazione di successo sostenuta dai risultati in pista e dal progetto di una monoposto solida. Conclude l’annata all’ottavo posto, battendo anche AlphaTauri e ponendosi ufficialmente come contendente da metà classifica.

Haas F1 costruttori
Photo Credit: Haas F1 Twitter

Top e Flop costruttori: i rimandati alla stagione 2023

McLaren

Le aspettative erano alte per la scuderia papaya dopo i podi dell’anno scorso e la doppietta di Monza. La fiducia nel nuovo progetto è stata malriposta in una monoposto che ha tradito sia Ricciardo che Norris, regalando alla meglio risultati mediocri ad entrambi i piloti. Unico positivo il podio di Norris ad Imola, che però non basta a risollevare una stagione piena zeppa di negativi. A cominciare dal quinto posto in campionato, perso contro Alpine che si è dimostrata più vincente nonostante i continui ritiri e problemi di affidabilità che McLaren non ha sofferto, per arrivare al licenziamento di Ricciardo prima della scadenza del contratto in favore di Piastri. Una scelta non sbagliata di per sé, ma gestita in modo discutibile per quanto riguarda i comunicati della squadra, perché alla fine tutto fa brodo e alimenta un clima negativo. C’è ancora molto da fare per tornare agli antichi fasti.

McLaren f1
Photo Credi: McLaren Twitter

AlphaTauri

Risultato deludente per una scuderia che non riesce a confermarsi nemmeno competitiva per risultati da metà classifica. Quel penultimo posto solo davanti alla Williams parla fin troppo chiaro. AlphaTauri non è riuscita ad essere ciò che la “sorellona” Red Bull invece è stata: vincente, concreta, veloce. Complice un Gasly che firma forse la sua peggiore stagione in F1 e che ha la testa completamente da un’altra parte, i risultati di quest’anno sono stati ampiamente inferiori alle aspettative, pur non altissime, che avevamo per il team. Deve ancora migliorare se vuole essere presa sul serio e non considerata solo un parco giochi per futuri piloti Red Bull.

AlphaTauri F1 costruttori
Photo Credit: AlphaTauri Twitter

Aston Martin

Concludiamo con una nota dolente. Il team di papà Stroll aveva fatto promesse in lungo e in largo agli azionisti, comprese le speranze di lottare per un campionato che avevano attirato in squadra anche Sebastian Vettel. Purtroppo così non è stato, nemmeno lontanamente, e la disillusione dal sogno è stato ciò che – tra le altre cose – ha portato Seb a ritirarsi. Mai presente, incostante, fallacea con le strategie in gara e a volte anche in qualifica; di certo non la squadra che si addice ad un quattro-volte campione del mondo. Speriamo che l’arrivo di Alonso li scuota da quel torpore inerte in cui sono caduti questa stagione. Sveglia.

Aston Martin F1
Photo Credit: Aston Martin Twitter

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Camilla Taglietti

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