01/12/2022

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Pecco Bagnaia è campione del mondo: il titolo di chi ci ha sempre creduto

pecco bagnaia campione del mondo motogp 2022
Francesco "Pecco" Bagnaia si è laureato ieri campione del mondo MotoGP per la stagione 2022: un traguardo raggiunto con il cuore.

Pecco Bagnaia ce l’ha fatta ed è campione del mondo per la seconda volta in carriera, la prima in MotoGP per lui e per un pilota della VR46 Riders Academy. Un traguardo storico per se stesso, ma anche per tanti altri partendo da Ducati fino ad arrivare a Valentino Rossi che hanno sempre scommesso sul suo talento, l’Academy e tutta l’Italia intera. Il sogno di un ragazzo ormai diventato uomo, che da bambino già sognava il Rosso Ducati, si è finalmente avverato dopo il 9° posto nel GP di Valencia. Una stagione che difficilmente riusciremo a dimenticare: finalmente dopo 13 lunghi anni il tricolore torna a sventolare sul tetto del mondo a due ruote.

LEGGI: “Le dichiarazioni di Bagnaia dopo la gara che lo ha incoronato campione”

Pecco Bagnaia è campione del mondo della MotoGP: la strada verso Ducati

Il giovane Francesco è partito da lontano, distante dal quel nucleo dei motori italiani che è la Motor Valley. La fredda Chivasso è il luogo che lo ha visto nascere sotto la stella di quelli che il gas ce lo sanno dare eccome. Con il sorriso sul volto e negli occhi, a detta di suo padre Pietro, il percorso del neo campione non è stato tutto rose e fiori.

Approdato nel Motomondiale, Pecco ha preso tante di quelle porte in faccia che mollare tutto sarebbe stato facile: il sorriso sul volto era scomparso, fino a che la VR46 non lo prende sotto la sua ala benevola. Quel giovane che correva nel CEV con i colori Repsol (gli stessi che riuscì a mettersi alle spalle nella sua prima vittoria in MotoGP contro un certo Marc Marquez), era tornato a divertirsi.

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Photo Credit: MotoGP Official Website

La nuova carriera di Bagnaia inizia col nel neonato Sky Racing Team in Moto3 prima di approdare sulla Mahindra del team Aspar, dove arriva il primo salto di qualità. Niente titolo, ma le prime vittorie iridate lo proiettano in Moto2 con il morale alle stelle avendo dimostrato la sua bontà come pilota. A riabbracciarlo c’è lo Sky Racing Team, in cui il primo anno prende le misure e nel 2018 piazza la zampata mondiale, dominando.

Primo titolo per Bagnaia, il primo per il team di Rossi, il secondo per la VR46 Academy dopo quello di Morbidelli nel 2017. Due anni di categoria erano anche troppi per il talento italiano, perché ad aspettarlo c’era l’amore di una vita che da tempo lo corteggiava: la Ducati. Inconsapevole però ancora delle difficoltà che avrebbe dovuto affrontare prima di raggiungere la vetta del mondo ambita da molti.

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Photo Credit: MotoGP Official Website

Con la Rossa il rapporto è difficoltoso, ma Bagnaia ci ha sempre creduto: proprio come quest’anno

Dopo il finale del 2021, Bagnaia partiva con tutti i favori del pronostico ed uno zaino carico di pressione enorme e difficilmente sopportabile. La Ducati aveva testato troppo, perdendo un po’ la direzione tecnica: qui nasce il primo capolavoro, ovvero saper indirizzare una casa nelle scelte. Tempo i primi GP e l’italiano riesce ad aggiustare le cose, conquistando la prima vittoria stagionale: Quartararo è già distante, ma raggiungibile.

La volontà di dimostrare a tutti che è grazie a lui se la Ducati è arrivata lassù lo portano a sbagliare troppo fino ai 91 punti di svantaggio post Sachsenring. Da quella caduta Pecco Bagnaia evolve, si rafforza. Nessuno a questo mondo che sia capace di guidare delle MotoGP compie una tale rimonta senza un palese talento ed una ferrea determinazione.

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Photo Credit: MotoGP Official Website

Gli errori fanno parte di una crescita ed esistono piloti che metabolizzano più precocemente ed altri che hanno bisogno di più tempo. Sotto questo aspetto Quartararo ha forse assorbito prima. Il ducatista ha faticato e sbagliato pesantemente, ma la pausa gli ha offerto l’occasione di guardarsi dentro e capire i perché di quelle cadute. Nella spigolosa ghiaia tedesca si libera di tutti i pesi, iniziando a correre da Assen (luogo della sua prima vittoria iridatane Motomondiale) come dice il suo motto: #GoFree. Con i suoi affetti sempre pronti a sostenerlo, ha capito che non serviva essere sempre primo per vincere il titolo. Ha imparato a lavorare con più metodo, tranquillità, senza guardare il box accanto e spingendo al limite, evitando di superarlo per dimostrazioni futili.

Ha capito come mettere da parte l’ambizione, la stessa che in Giappone lo aveva allontanato dall’obiettivo. Lezione messa in pratica subito sia in Thailandia che in Australia e concludendo poi il capolavoro a Valencia, dove la tensione poteva giocare brutti scherzi come successo ai più grandi della storia. Per molti di noi è più facile dire che abbia vinto per netti vantaggi tecnici, ma la verità è che lui ha portato alla massima espressione la sua Ducati GP23 e, ancora più importante, ci ha sempre creduto anche quando si trovava a -91 mentre tanti di noi no. E questo fa tutta la differenza del mondo.

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Photo Credit: MotoGP Official Website

L’Italia ha il dovere di ringraziare Pecco Bagnaia, nuovo campione del mondo della MotoGP

Chi ancora sostiene che il suo mondiale sia immeritato perché vinto contro un avversario privo dello stesso livello tecnico, fa finta di conoscere questo sport. L’esempio sono proprio loro due, Pecco e Fabio, fenomeni dell’epoca presente che si danno battaglia elogiando solo le loro doti, senza necessariamente darsi addosso o trovare scuse tecniche. La vecchia MotoGP, per quanto stupefacente, non esiste più e bisogna farsene una ragione. Sarebbe meglio godersi lo spettacolo di questi atleti stratosferici e noi, come italiani, dovremmo essere più orgogliosi di quanto raggiunto da Bagnaia e Ducati quest’anno.

Applaudiamo a chi ha riportato il titolo in Italia dopo il 2009 di Valentino Rossi e la Ducati al vertice dopo il 2007. A chi dopo Giacomo Agostini in sella alla MV Agusta nel 1972 ha riportato il titolo in top class con moto italiana. Pecco Bagnaia è campione del mondo della MotoGP perché semplicemente è stato il più forte di tutti. Ora GoFree ed El Diablo sono 1-1 nel computo dei titoli MotoGP. Con questo presupposto aspettiamo con ansia la stagione 2023 per vedere come evolverà questa fantastica e sana rivalità.

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Photo Credit: MotoGP Official Website

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Riccardo Zoppi

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